Gli standard della professione del metodo Feldenkrais

PREFAZIONE.

1 Qualsiasi tentativo di dare una definizione del Metodo Feldenkrais verrebbe considerato, in qualche modo, fornire una descrizione statica di un metodo che è invece estremamente fluido e dinamico. Gli insegnanti/professionisti Feldenkrais fanno sì che la comprensione e la pratica del metodo sia in continua evoluzione; perciò, nel fare asserzioni definitive relative al lavoro, non dobbiamo perdere di vista questa caratteristica fondamentale e cioè che è un metodo dinamico e in evoluzione. Questo documento va quindi interpretato in questa ottica.

2. Nel lavoro Feldenkrais vengono prese in considerazione innovazione e crescita, specialmente quando queste poggiano su una solida base fatta di comprensione, sensibilità e competenze incorporate nella forma attuale del Metodo. Questi standard verranno cambiati in seguito alle innovazioni che saranno ritenute valide e accettate dalla comunità Feldenkrais.

3. Questo documento verrà aggiornato a intervalli regolari da un comitato eletto dal Consiglio di Amministrazione con la funzione di rivedere e revisionare gli standard della professione.

INTRODUZIONE.

1. Il Metodo Feldenkrais parte dall’assunto che gli esseri umani hanno un potenziale di trasformazione e che tutte le persone, indipendentemente dalla loro età o stato, possiedono la capacità di imparare.

2. Moshe Feldenkrais ha scritto nel libro Higher Judo: “In un corpo perfettamente maturato, cresciuto senza grossi disturbi emotivi, i movimenti tendono a conformarsi gradualmente alle esigenze meccaniche del mondo circostante. Il sistema nervoso si è evoluto sotto l’influenza di queste leggi e vi si è adattato. Tuttavia, nella nostra società, in seguito alle promessa di premi, ricompense o duri castighi, distorciamo a tal punto il regolare sviluppo del sistema che molte azioni vengono eliminate o ridotte. Una conseguenza di tutto ciò è che bisogna creare delle condizioni particolari per favorire la maturazione adulta di molte delle funzioni rimaste bloccate. Alla maggior parte delle persone non solo vanno insegnati i movimenti specifici che fanno parte del nostro repertorio, ma anche come ri-formare schemi motori e atteggiamenti che non avrebbe mai dovuto essere esclusi o trascurati.

SEZIONE 1 – CHE COSA È E CHE COSA FA IL METODO FELDENKRAIS.

1. Il Metodo Feldenkrais è un sistema di educazione che sviluppa la consapevolezza di sé nell’ambiente. Il Metodo parte dall’assunto che il corpo è lo strumento principale dell’apprendimento.

2. Il Metodo Feldenkrais è un approccio di lavoro che espande il repertorio di movimento di una persona, accresce la consapevolezza, migliora le funzioni e mette in grado la persona di esprimere sé stessa più pienamente.

3. Il Metodo Feldenkrais affronta direttamente il problema di come facilitare l’apprendimento necessario all’organizzazione dell’intero sé ed al recupero di schemi di movimento o di azioni prima esclusi e non presi in considerazione come possibili.

4. Questo avviene attraverso l’espansione dell’auto-immagine e mediante sequenze di movimento che portano attenzione alle parti di sé che sono fuori dalla propria consapevolezza e non coinvolte in azioni funzionali. Il miglioramento del funzionamento individuale viene stimolato attraverso il perfezionamento della relazione dinamica che esiste fra l’individuo, la gravità e la società. Moshe Feldenkrais stesso ha definito la funzione come l’interazione della persona con il mondo esterno, o interazione del sé con l’ambiente.

5. Il Metodo mette in grado le persone di includere, nel proprio funzionamento, movimenti e parti del corpo prima trascurate, dimenticate o escluse dalle azioni o dalla rappresentazione di azioni abituali. Permettendo alle persone di imparare come tutto il proprio corpo coopera in ogni movimento, il Metodo Feldenkrais aiuta le persone a vivere la vita in modo più pieno, efficiente e confortevole.

6. Il miglioramento del funzionamento fisico non è necessariamente fine a sé stesso. Questo miglioramento è basato sullo sviluppo della consapevolezza la quale rappresenta spesso la via maestra per accedere a un potenziamento maggiormente generalizzato del funzionamento fisico, nel contesto del proprio ambiente e della propria vita.

7. Il Metodo Feldenkrais è basato sulla auto-organizzazione e auto-regolazione dell’apprendimento.

8. Il Metodo si concretizza in due forme di lavoro che corrono parallelamente: Consapevolezza Attraverso il Movimento (CAM) e Integrazione Funzionale (IF).

9. La Consapevolezza Attraverso il Movimento consiste in sequenze di movimento guidate verbalmente e, di solito, presentate a gruppi. Ci sono centinaia e centinaia di ore di lezione di CAM. Una lezione generalmente dura da 30 a 60 minuti. Di solito ogni lezione è organizzata intorno a una funzione specifica.

10. Nelle lezioni di CAM, le persone si impegnano in esplorazioni di movimento strutturate con precisione, che comportano pensiero, sensazione, movimento e immaginazione. Molte lezioni sono basate su movimenti evolutivi e attività funzionali abituali. Alcune sono basate su esplorazioni più astratte, di articolazioni, di muscoli, di relazioni posturali. Le lezioni consistono di movimenti agevoli, facili, che poco alla volta evolvono in movimenti di ampiezza e complessità maggiori. Ci sono centinaia di lezioni di CAM che fanno parte del Metodo Feldenkrais che vanno da lezioni semplici, per struttura e impegno fisico, a lezioni più complesse, rispondendo ai bisogni specifici dei diversi livelli di abilità motoria.

11. Le lezioni di CAM mirano a rendere l’individuo più consapevole dei propri schemi e delle proprie abituali rigidità neuromuscolari, ad allargare le opzioni a disposizione per aprirsi a nuovi modi di movimento, aumentando nel frattempo la sensibilità e migliorando l’efficienza.

12. Una delle finalità più importanti delle lezioni di CAM è il ri-apprendimento di come le proprie funzioni più basilari sono organizzate. Sperimentando i dettagli di come si svolge un’azione, lo studente ha la possibilità di imparare come:

– occuparsi dell’intero sé,

– eliminare il dispendio inutile di energia,

– dare movimento e realizzazione alle intenzioni trasformandole in azioni,

– imparare.

13. L’altra forma di espressione del Metodo Feldenkrais è costituita dalle lezioni di Integrazione Funzionale. Mentre nelle lezioni di CAM l’insegnante guida verbalmente le persone attraverso le sequenze, nelle lezioni di IF l’insegnante guida nei movimenti mediante un tocco gentile e non invasivo.

14. L’IF è una forma manuale di comunicazione tattile e cenestesica. Il professionista Feldenkrais comunica allo studente il modo in cui quest’ultimo organizza il proprio corpo e gli indica, toccando e muovendo delicatamente, come muoversi secondo schemi motori funzionali più ampi.

15. La lezione di IF viene sviluppata prendendo in considerazione un desiderio, intenzione o bisogno dello studente.

16. Nell’IF il professionista/insegnante svolge una lezione ‘a misura’ dello studente, basandosi sulla configurazione unica che quella particolare persona presenta in quel particolare momento. L’insegnante fa in modo di trasmettere un’esperienza di comodità, benessere e piacere mentre lo studente impara come riorganizzare il proprio corpo e il proprio comportamento in maniere nuove e più efficaci.

17. Nelle lezioni di IF l’intenzione dell’insegnante/professionista è di insegnare e di comunicare.

18. La lezione di IF si svolge, di solito, con lo studente sdraiato su un tavolo costruito specificamente per questo tipo di lavoro. Può anche venire svolta con lo studente seduto o in piedi. A volte vengono usati sostegni di vario tipo, allo scopo di sostenere l’assetto corporeo della persona oppure di facilitare certi movimenti.

19. Il metodo è basato sui principi della fisica e della biomeccanica, e sulla comprensione empirica dell’apprendimento e dello sviluppo umano.

SEZIONE 2 – CHE COSA IL METODO FELDENKRAIS NON È.

1. Il Metodo non è una tecnica di massaggio o di lavoro corporeo, non è una tecnica medica o terapeutica: il Metodo è un processo di apprendimento.

2. Il professionista Feldenkrais non ha intenti sessuali, né tocca gli organi sessuali o altre parti sessualmente intime di una persona.

3. Nella pratica del Metodo non vengono impiegati ausili chimici o meccanici.

SEZIONE 3 – CHE COSA UN PROFESSIONISTA FELDENKRAIS SA, CAPISCE, E FA NEL PRATICARE IL METODO.

Il professionista/insegnante:

1. Capisce che tutti i comportamenti che mette in atto nel praticare il Metodo Feldenkrais, sono il prodotto di un modo di sperimentare e di pensare così come originariamente sviluppato da Moshe Feldenkrais, modo che, in seguito, è stato strutturato nel curriculum dei Corsi di Formazione professionale. Tutte le espressioni del Metodo Feldenkrais, nella preparazione e attuazione delle lezioni di CAM e IF, rappresentano questo modo di pensare.

2. E’ sensibile all’interdipendenza che esiste tra azione, sensazione, pensiero e sentimento – elementi costitutivi dell’attività umana – e riconosce che cambiamenti nel movimento influenzano tutti questi elementi.

3. Capisce la logica, le strategie progettuali e i principi delle lezioni di IF e di CAM. Tale comprensione può essere implicita e/o esplicita, empirica e/o cognitiva.

4. Capisce l’efficacia e sa comunicare le strategie fondamentali di approfondimento del Metodo Feldenkrais nelle CAM, quali:

a – orientare maggiormente verso un processo di apprendimento e di azione piuttosto che verso un lavoro teso al raggiungimento di uno scopo,

b- usare movimenti lenti e delicati,

c- dirigere la consapevolezza verso la percezione delle differenze e degli schemi interconnessi di movimento,

d – permettere allo studente di trovare il proprio modo di essere nella lezione,

e – guidare lo studente a muoversi entro i limiti di sicurezza evitando sforzo e dolore.

5. Osserva lo studente e interagisce con lui, a partire dal contatto iniziale e fin dal primo colloquio, in maniera tale da arrivare allo sviluppo di lezioni di IF coerenti con i principi esposti nelle Sezioni 1 e 2. Ciò significa che il professionista/insegnante sa come trasporre il modo con cui lo studente presenta i suoi problemi all’interno della cornice di pensiero del Metodo Feldenkrais.

6. Sa fare la distinzione fra la richiesta avanzata dallo studente di risolvere il problema e l’evocare invece delle risposte tese a creare un nuovo modo di pensare, di sentire, di percepire e di muoversi.

7. Conosce la differenza fra l’imparare come mettere in atto una particolare funzione o capacità e l’imparare come arrivare a strategie e possibilità nuove in relazione alle proprie intenzioni nell’ambiente.

8. Usa il corpo e la propria voce, la propria presenza e il modo come si presenta rapportandosi con gli studenti al fine di promuovere un ambiente che sia di sostegno all’apprendimento.

9. Quando, durante una lezione di CAM o di IF percepisce dei cambiamenti nello studente, si riorganizza fluidamente in relazione ai cambiamenti percepiti.

10. Entra in contatto con l’altro mediante un tipo di tocco non invasivo, non correttivo nelle intenzioni, un tocco che ha, piuttosto, la funzione di sostenere.

11. Sintonizza i propri movimenti seguendo le direzioni verso le quali lo studente si muove più facilmente.

12. Si rende conto di quando l’allievo si sente sostenuto, di quando la qualità dell’azione migliora e di quando la funzione si fa più integrata.

13. Modifica la propria organizzazione per evocare nello studente un’accresciuta sensazione di benessere, una maggiore capacità di apprendimento e una migliore abilità di svolgere una funzione.

14. Possiede l’abilità necessaria per evocare nello studente le capacità di autoregolazione.

15. Determina quali schemi di movimento una persona ha bisogno di apprendere per imparare una funzione.

16. Coglie la distinzione fra un’azione eseguita con maggiore o minore efficienza, si accorge degli sforzi inutili e sa sentire dove e in che modo lo studente interferisce con le azioni desiderate.

17. Individua i cambiamenti che avvengono negli schemi muscolari, nelle configurazioni scheletriche, nella respirazione e nelle manifestazioni del sistema nervoso autonomo, sia in sé stesso che nello studente.

18. Opera distinzioni di base in relazione alle differenze di tono muscolare nell’intero corpo dello studente, e sa come individuare queste differenze accrescendo, se necessario, la propria sensibilità.

19. E’ sensibile alla quantità di ‘stimoli’ che uno studente può ricevere durante ciascuna lezione e ne regola, di conseguenza, l’intensità e la durata.

20. Sa descrivere, e discutere con altri, quali sono, o sono state, le intenzioni che hanno guidato lo svolgimento di una lezione di IF.

21. Organizza le lezioni di IF basandosi sulla comprensione sia degli aspetti simbolici e biomeccanici presenti nell’espressione del Sé sia del modo in cui questi sono intrecciati fra loro.

22. Infine, cosa della massima importanza, conosce come egli stesso impara.

SEZIONE 4 – PROCESSI ORGANIZZATIVI DEL METODO FELDENKRAIS.

1. Al cuore del Metodo Feldenkrais c’è un atteggiamento mentale che promuove più un processo di indagine che non la ricerca di soluzioni definitive. L’incontro dell’insegnante e dello studente ha il fine di scoprire e stimolare la consapevolezza necessaria per migliorare il funzionamento dello studente.

2. Le domande che seguono sono le uniche ‘coordinate’ del Metodo Feldenkrais. Quando sono ricomposte tutte insieme a formare ‘una costellazione’ rappresentano la ’firma’ specifica del Metodo. I professionisti insegnano il Metodo traducendo in azioni le risposte a tali domande, siano esse, domande e risposte, esplicite o meno.

3. Le domande potrebbero anche non essere mai espresse dall’insegnante in forma linguistica, e costituire piuttosto un ‘mare di pensieri’ che, di quando in quando, potrebbe ribollire in superficie in una qualche forma articolata. L’insegnante può porre a sé stesso questi interrogativi che emergono, o porli direttamente allo studente.

Domande che i professionisti/insegnanti si fanno su sè stessi.

1. Come sto presentando me stesso in relazione allo studente?

2. Che cosa posso fare per instaurare un maggiore rapporto con lo studente?

3. Che cosa devo fare con me stesso per creare l’ambiente di apprendimento di una lezione?

4. Come devo organizzarmi per entrare in contatto con l’altra persona?

5. Come sono organizzato per poter sentire con maggiore sensibilità (per il ‘feedback’ o retroazione)?

6. Come mi organizzo per essere capace di comunicare e di agire per il ‘feedforward’ o azione conseguente?

7. Che cosa posso fare nei confronti dello studente per comunicargli sostegno e benessere?

8. Che cosa devo fare per evocare una risposta dallo studente senza essere eccessivamente direttivo?

9. Come posso lavorare in modo che la mia intenzione sia chiara allo studente e non imposta?

10. Quali sensazioni vengono evocate in me mentre lavoro con lo studente e come ne sono influenzate le mie azioni?

Domande riferite all’osservazione dello studente.

1. Come posso scoprire i bisogni o i desideri dello studente e come posso organizzarmi per andarvi incontro?

2. Come lo studente riesce nella vita o in qualche particolare azione di importanza sostanziale per la sua vita?

3. Se lo studente si sente non realizzato, ha vissuto precedenti esperienze in cui si è sentito realizzato, e come si è organizzato in passato per riuscirvi?

4. In relazione alle differenze, cosa posso sentire in questa specifica persona che riveli di che cosa c’è bisogno ora? Per esempio: confrontare un lato con l’altro, il tono basso o alto, oppure differenze fra questa persona e altre?

5. Che cosa posso vedere, sentire o percepire che mi permetterà di scoprire e di chiarire allo studente lo schema organizzativo utilizzato in quel determinato momento? E come posso sentire e far capire all’altro, a partire dal presente schema organizzativo, la direzione verso cui potrebbe andare?

6. Che cosa sento, vedo o percepisco che mi consentirà di muovere lo studente in una direzione che evochi un apprendimento maggiore e una espansione delle sue capacità?

7. Come posso percepire, in base a ciò che il suo corpo rivela, che cosa manca o che cosa c’è di trascurato nell’auto immagine dello studente?

Domande cognitive nella mente del professionista/insegnante.

I . Che cosa sta facendo, o non sta facendo, lo studente per realizzare le sue intenzioni nella vita?

2. Come posso individuare ciò che lo studente vuole nel contesto della propria vita? Quale funzione o funzioni potrebbero essere coinvolte?

3. Quali sequenze di movimenti posso organizzare intorno a un tema al fine di creare un’eventuale esperienza di apprendimento che aiuti lo studente a completare ciò che è carente o non sufficientemente sviluppato nella sua auto-immagine?

4. Quali lezioni sono più appropriate per soddisfare i bisogni di questa specifica persona?

5. C’è una funzione principale che vorrei esplorare con lo studente e quali sono i passi necessari affinché lei/lui si addentri in questa esplorazione?

6. Quali possibilità di movimento e/o quali funzioni sono richieste da un punto di vista evolutivo prima di lavorare con la funzione che noi due vogliamo recuperare?

7. Cosa questo studente può imparare subito? Qual è il quadro temporale per il suo apprendimento e cosa sarebbe necessario per approfondirlo?

8. Quali distinzioni devo fare e quali sono le categorie e le astrazioni che dovrei formare per proseguire l’apprendimento mio e dell’allievo?

Testo a cura della FGNA – Feldenkrais Guild of North America
Adottato dall’AIIMF

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