FAQ

Il metodo Feldenkrais migliora la postura?

Il metodo Feldenkrais migliora l’intera persona di cui la postura è una espressione. Come tutti noi sappiamo la postura non può essere cambiata con la forza di volontà: se diciamo a qualcuno di stare dritto questi starà dritto per un po’ e in breve tempo ritornerà alla posizione abituale. Questo avviene perché la postura è mantenuta dal sistema nervoso che regola l’organizzazione corporea e motoria, attraverso le contrazioni muscolari e le sensazioni cinestesiche e propriocettive abitudinarie. Il metodo espande le possibilità del sistema nervoso modificando le vecchie abitudini posturali, insegnandogli alternative e a recuperare la flessibilità e la coordinazione ideale che sono patrimonio di ogni essere umano. Praticando il metodo Feldenkrais la postura migliora, ci si sente più dritti, più aperti nel torace e nelle spalle, la respirazione è più libera, i movimenti sono sciolti e si prova una insolita sensazione di essere leggeri, coordinati e armonici. Sii avvertono minori tensioni muscolari e le articolazioni e i muscoli smettono di logorarsi inutilmente.

Mi sento stressato, cosa può fare il metodo per me?

Lo stress in sé non è né buono né cattivo, avviene ogni volta che rispondiamo agli stimoli esterni. Quando però questi stimoli sono percepiti come pericolosi o eccessivi, oppure troppo nuovi rispetto al conosciuto, tendiamo a reagire con una risposta di allarme che ci spinge a difenderci, oppure a dare una risposta veloce, o a sostenere un carico emotivo eccessivo. Succede spesso anche che non riusciamo a “recuperare” dai piccoli ma numerosi stress della vita quotidiana. La pratica del metodo consente di apprendere a riconoscere come reagiamo alle situazioni di stress e a modificare il nostro livello di consapevolezza cosa che ci consente di regolare il ritmo tra attività e riposo. Durante le lezioni Feldenkrais lo studente scopre gli schemi del movimento che causano tensione. Il respiro diventa più pieno, la pressione sanguigna si regolarizza, la digestione migliora, il proprio sonno ne trae benefici.

Vorrei migliorare la respirazione, il metodo può fare qualcosa?

Il metodo fa riscoprire la funzione respiratoria attraverso l’osservazione dell’aspetto motorio del respirare, non viene proposta una precisa tecnica di respirazione ma si permette allo studente di trovare ciò che gli è più utile. Un organismo è sano se è in grado di adottare lo specifico tipo di respiro richiesto dall’attività che si sta facendo o dalla situazione in cui ci si trova.
Durante lo svolgimento di qualsiasi lezione viene posta attenzione alla respirazione e al fatto di non bloccarla. Ci sono inoltre lezioni specifiche che esplorano il lavoro di sterno-costole-vertebre–scapole-diaframma–pancia nell’inspirazione e espirazione e rendono più consapevoli del loro ruolo nella funzione respiratoria; lezioni che giocano con la relazione movimento, o posizione, e respiro; lezioni che esplorano la funzione dei polmoni, ecc. La respirazione migliora se si diventa maggiormente consapevoli di come avviene e della sua dinamica nel corso delle nostre azioni quotidiane.

È un tipo di massaggio o di lavoro corporeo? Ci si rilassa?

Anche se nella sua modalità individuale (Integrazione Funzionale) gli insegnanti toccano, il metodo non è un massaggio perché non lavora direttamente con i muscoli, con i tessuti o con le articolazioni ma piuttosto con il modo in cui il sistema nervoso opera per muovere lo scheletro attraverso i muscoli. Con le lezioni Feldenkrais le persone si sentono più rilassate e provano un senso di benessere mai provato prima. Ciò avviene perché il tono muscolare diminuisce o aumenta dove è necessario. Il profondo rilassamento che ne consegue è il risultato di una armonizzazione tonica dell’apparato muscolo-scheletrico al servizio delle leggi che regolano il movimento funzionale.

Non ho nessun problema particolare, a cosa mi servirebbe praticare il metodo Feldenkrais?

Sicuramente ad accrescere il senso generale di benessere e di comodità, a provare piacere nel movimento e a prevenire disturbi in generale o disturbi funzionali. Serve inoltre a espandere le capacità di apprendimento poichè con il metodo si impara a fare meglio quello che si sa già fare bene; a migliorare le proprie capacità fisiche ed emotive di adattamento; a ritrovare lo stato di creatività e interesse nel presente, ad espandere la fiducia nelle proprie risorse e ad accrescere la capacità di prestare attenzione. Con la pratica del metodo avviene una autoregolazione di tutte le funzioni vitali e ciò produce inoltre un senso di maggior benessere emozionale in quanto si è meglio in grado di gestire le tensioni e gli stress della vita quotidiana.

Il metodo è un tipo di ginnastica?

Nonostante sia a volte inserito tra le ginnastiche dolci, in quanto si occupa di movimento, il metodo Feldenkrais non è una ginnastica nel senso tradizionale del termine perché il movimento è strumentale all’ascolto di se stessi. L’interesse viene spostato dallo sviluppo dei muscoli alla stimolazione della corteccia neuromotoria, con una particolare consapevolezza per il ruolo dello scheletro nel movimento. Non interessa tanto che cosa facciamo, ma come lo facciamo, per diventarne consapevoli ed esercitare su di esso un maggior controllo. Non si cerca di allenare i muscoli o di accrescere la loro forza e la flessibilità articolare mediante esercizi ripetuti all’infinito. Nel Feldenkrais lo scopo dei movimenti è quello di diventare più consapevoli dei nostri schemi abitudinari e di come usiamo il nostro organismo, e di imparare nuovi schemi motori. I movimenti vengono scomposti in modo minuzioso e vengono ricomposti nell’azione funzionale, attraverso il lavoro di integrazione svolto dal cervello e dal sistema nervoso. Scriveva Feldenkrais: Non è raro che si riesca a ristabilire in pochi minuti il controllo sull’intera gamma delle possibilità di un’articolazione, mentre con l’esercizio fisico ci sarebbero voluti mesi e mesi. E il controllo conquistato, una volta integrato nel comportamento normale, rimane operante come una seconda natura, senza bisogno di una particolare attenzione.”

Il metodo Feldenkrais è una terapia o una riabilitazione?

Moshe Feldenkrais ha scritto: “Ho qualche difficoltà a spiegare ai miei allievi che non sono un terapeuta, e che toccare una persona con le mani non è terapeutico in sé e non guarisce, anche se è vero che attraverso il tocco la persona migliora. In realtà ciò che accade e che la persona impara.” Il metodo Feldenkrais non è un tipo di fisioterapia, di riabilitazione, o una psicoterapia, in quanto ha il solo scopo di ri-educare e non di curare o di far guarire. I profondi cambiamenti a livello fisico, emotivo o psicologico che si ottengono con la pratica del metodo sono dovuti al fatto che migliora la sensibilità (cioè la capacità di sentire come ci si “usa”), e il movimento stesso (maggiore coordinazione, un uso più efficiente dei muscoli e dello scheletro, ecc.). Una sensibilità più fine e capacità motorie più differenziate portano benefici specifici che si riflettono sulla persona nella sua totalità. Durante le lezioni avviene ad opera del sistema nervoso ciò che chiamiamo una “integrazione funzionale”.

Il metodo è considerato un approccio neuroplastico al cambiamento. Cosa vuol dire?

I più recenti studi delle neuroscienze hanno dimostrato che il cervello è estremamente plastico e si modifica con l’esperienza, cioè attraverso gli stimoli ricevuti dall’ambiente e dalle cose che apprendiamo. Gli studi sulla plasticità neurale esposti da Norman Doidge nei suoi due testi – “Il Cervello Infinito” (The brain that changes iteself) e “Le Guarigioni del Cervello” (The brain’s ways of healing) – dimostrano che le mappe cerebrali si modificano in continuazione, ad ogni età e in base alle stimolazioni e agli apprendimenti. Il metodo Feldenkrais si basa proprio su questo principio dell’apprendimento: la nostra auto immagine si espande e questo corrisponde ad una modificazione delle mappe neuromotorie che sono alla base dei nostri movimenti e delle nostre azioni. Nel suo secondo libro Doige fa un’esposizione accurata dei principi di funzionamento del metodo Feldenkrais. E’ un testo che consigliamo vivamente di leggere.

Come si svolge una lezione di gruppo di Consapevolezza attraverso il movimento?

L’insegnante inizia una lezione chiedendo di osservare e sentire come il corpo giace sul pavimento e di sentire, ad esempio, com’è in contatto con il suolo, dove pesa di più, come percepisce il tronco, gli arti, ecc. Lo studente prende per così dire una fotografia iniziale delle proprie sensazioni e organizzazione motoria, che cambieranno nel corso della lezione, e che a fine lezione permetteranno di diventare consapevoli di cosa è stato modificato.
Dopo questa fase iniziale, l’insegnante propone delle sequenze di movimento basate sul tema funzionale della lezione. Gli allievi le esplorano facendo attenzione a come le eseguono, a cosa sentono, a come il movimento viene percepito nel corpo. In questo modo, lo studente diventa presente e attento a sé stesso.
In genere viene richiesto di eseguire i movimenti lentamente e senza sforzo, perché questo amplifica le sensazioni. Alcune lezioni includono movimenti molto dinamici.
Le esplorazioni, la sperimentazione di alternative, la consapevolezza del corpo in movimento, l’attenzione ai dettagli stimolano il cervello e fanno sì che il sistema nervoso regoli il tono muscolare e organizzi lo scheletro per essere allineato secondo direttrici di forza più economiche e funzionali rispetto alle proprie abitudini.

Come si svolge una lezione individuale di Integrazione Funzionale?

All’inizio di una lezione individuale l’insegnante ascolta la richiesta dell’allievo relativa alle sue condizioni e a che cosa desidera migliorare. Poi, osserva l’organizzazione motoria e il modo di muoversi, esegue dei test delle funzioni motorie, quali la torsione, la flessione o l’estensione, oppure delle azioni quali camminare, o allungare un braccio per prendere qualcosa. Lo scopo è di individuare dove sono le limitazioni nel movimento e le abitudini controproducenti. Le lezioni si svolgono usando, di solito, un lettino su cui la persona è distesa supina, prona o di fianco, ma possono anche svolgersi inginocchiati al lettino, su una sedia, o in piedi. L’insegnante muove la persona cercando di scoprire cosa fa facilmente e cosa invece è difficile per lei; quindi attraverso il tocco introduce stimoli al fine di far sperimentare schemi nuovi e più funzionali.
L’insegnante è esperto nel sentire le resistenze anche minime che impediscono l’esecuzione di schemi motori ideali. Sentendo con le mani, esplora e osserva l’organizzazione motoria della persona. Questa comunicazione tattile, gentile e delicata ha il ruolo di stimolare il sistema nervoso e la corteccia neuromotoria a formare nuove connessioni neuronali e quindi a sviluppare alternative agli schemi motori e atteggiamenti posturali abituali. Il commento di uno studente: “E’ incredibile che un tocco così delicato e dolce dia cambiamenti così grandi”.

Come bisogna essere vestiti? Quando dura una lezione? Quali sono gli effetti delle lezioni?

Le lezioni si svolgono vestiti, con abiti comodi che non stringono e che non impediscono i movimenti. Nelle lezioni individuali non è richiesto svestirsi. Le lezioni individuali e quelle di gruppo normalmente durano un’ora. Alla fine della lezione le persone si sentono sicuramente diverse: gli effetti variano a seconda del tema funzionale della lezione e dei bisogni individuali. In genere ci si sente più alti e leggeri, si ha la sensazione di non fare nessuna fatica a camminare e a muoversi; ci si sente più radicati a terra, le articolazioni sono sciolte e flessibili, “come fossero oliate”. Il dolore diminuisce o sparisce; si può girare la testa o il tronco a destra o sinistra e ci si può piegare o allungare molto meglio di prima. Si sente la testa leggera sul collo e si sperimenta una maggiore ampiezza di movimento. Il respiro è facile e ampio; il viso e lo sguardo sono più rilassati, quasi sempre scompaiono le rughe o si attenuano. Queste nuove percezioni hanno un effetto su molti altri aspetti della vita: ad es. sulla qualità del sonno o sulla digestione, ma anche sulla qualità delle azioni quotidiane e dei rapporti interpersonali, nel senso di un maggiore benessere e di maggiore presenza a se stessi e ai propri atti.

Quante lezioni sono necessarie per avere dei risultati?

Il metodo non ha ricette precostituite perché è un processo di apprendimento personale. In generale poche lezioni individuali o di gruppo bastano a comprendere e a sentire se il metodo risponde ai propri bisogni. Alcuni risultati si ottengono subito con la prima lezione e spesso, anche con poche lezioni, avvengono cambiamenti notevoli. Alcune persone restano incredule rispetto alla rapidità dei cambiamenti e al “nuovo” che si presenta. Il maggior ostacolo al miglioramento non è la presenza di limitazioni fisiche ma la difficoltà di cambiare e di abbandonare i vecchi schemi motori ai quali si è abituati. Il processo di miglioramento quindi è molto individuale e l’insegnante tiene conto di quanto cambiamento lo studente può accettare e integrare nella propria auto immagine con ogni lezione.

Contatti

AIIMF
Associazione Italiana Insegnanti
Metodo Feldenkrais
Via del Ghirlandaio 29
50121 Firenze – FI
Telefono: +39 055 664737
Email: info@feldenkrais.it